Come il tumore sfrutta il sistema immunitario

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Tempo di lettura: 2 min

Immagina se alcune delle cellule del nostro sistema immunitario, invece di combattere il cancro, finissero per aiutarlo a crescere. Sembra controintuitivo, ma è proprio ciò che in alcuni contesti accade.

Un recente studio condotto al Karolinska Institutet ha scoperto che le cellule Natural Killer (NK), normalmente note per la loro capacità di eliminare le cellule tumorali, possono assumere un ruolo completamente diverso all’interno del tumore. In determinate condizioni, queste cellule non solo smettono di attaccare il cancro, ma contribuiscono attivamente a creare un ambiente favorevole alla sua crescita.

Le cellule NK sono spesso descritte come “soldati” del sistema immunitario, incaricati di individuare e distruggere cellule infette o tumorali. Tuttavia, quando entrano in contatto con il tumore, queste cellule possono essere “riprogrammate”. Invece di attaccare, iniziano a rilasciare specifiche molecole, in particolare interleuchina-6 (IL-6), che modifica il comportamento di altre cellule immunitarie.

Questo segnale ha un effetto a catena. Le cellule mieloidi, normalmente coinvolte nella difesa dell’organismo, vengono trasformate in cellule soppressive chiamate MDSC (myeloid-derived suppressor cells). Queste cellule agiscono come veri e propri “freni” del sistema immunitario, impedendo alle cellule T, fondamentali per eliminare il tumore, di svolgere il loro lavoro.

In pratica, il tumore sfrutta le cellule NK per costruire una sorta di “scudo immunitario” attorno a sé. Questo ambiente protettivo rende più difficile per il sistema immunitario riconoscere e distruggere le cellule tumorali, favorendo così la crescita e la diffusione del cancro.

Lo studio ha inoltre dimostrato che questo processo dipende da una specifica via di segnalazione, chiamata asse IL-6/STAT3. Bloccando questa via, i ricercatori sono riusciti a ridurre l’immunosoppressione e a ripristinare, almeno in parte, la capacità del sistema immunitario di attaccare il tumore.

Questi risultati cambiano il modo in cui pensiamo al ruolo delle cellule NK nel cancro. Non sempre sono alleate: in alcuni contesti, possono diventare complici della malattia. Comprendere questo meccanismo apre nuove possibilità terapeutiche, suggerendo che combinare immunoterapia con farmaci che bloccano IL-6 o STAT3 potrebbe migliorare l’efficacia dei trattamenti.

In un campo in cui l’immunoterapia sta rivoluzionando la cura del cancro, scoprire quando e come il sistema immunitario viene “ingannato” rappresenta un passo fondamentale verso terapie più efficaci e mirate.

Reference:
Neo, S. Y., et al. Tumor-associated NK cells drive MDSC-mediated tumor immune tolerance through the IL-6/STAT3 axis. Science Translational Medicine 16, eadi2952 (2024).

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L’oncologia semplificata con logica.

Da studente di biologia mentre approfondivo i miei interessi scientifici ho voluto renderli più comprensibili alle persone non appartenenti a questo ambito.

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